
Era tra i maggiori coreografi del XX secolo...
Dal quotidiano "Repubblica":
E' morto a Losanna Maurice Béjart
tra i maggiori coreografi del XX secolo E' morto Maurice Béjart, tra i maggiori coreografi del XX secolo.
Il coreografo francese, che ha firmato oltre 230 spettacoli, era ancora in piena attività, e stava preparando per il 20 dicembre Il giro del mondo in 80 giorni.
Béjart era nato a Marsiglia il 10 gennaio 1927, e dopo la formazione con Madame Egorova, Madame Rousanne e Léo Staats aveva debuttato a Vichy nel 1946 come ballerino, per poi approdare a Londra all'International Ballet. Abbandonò però presto l'attività di danzatore, per passare alla coreografia. Anche se poi non amava l'etichetta di coreografo: "Detesto il balletto, gli orrendi tutù e la volgarità dei fondali di cartapesta. Non sono un coreografo, ma un uomo di spettacolo 'totale': amo scegliere i gesti e le parole, curare le scene, le musiche, gli effetti speciali e ogni dettaglio, attingendo a qualsiasi forma d'arte", diceva di se stesso. Piuttosto, si diceva convinto che "
ballare è una virtù del cervello, prima ancora che delle gambe", e a questo si sono ispirate le sue coreografie.
Nel 1955, con i Ballets de l'Etoile, una serie di creazioni di grande successo: Haut Voltage, Prométhée, Sonate à trois (da Huis clos de J.-P. Sartre). Notato da Maurice Huisman, il nuovo direttore del Théãtre Royal de la Monnaie, diresse nel 1959 una trionfale Sagra della Primavera, che suscitò scandalo per la libertà e la crudezza del rito erotico collettivo che vi si compie. Ma è con la fondazione del Ballet du XXe siecle che dal 1960 percorse il mondo intero.
Alla Sagra aggiunse il Bolero (1961), Messa per il tempo presente (1967) e L'uccello di fuoco (1970). In seguito l'interesse per la cultura e le espressioni di diverse civiltà, da quella indiana a quella greca: è il momento di Bhakti, Golestan, Kabuki, Dibouk, Pyramide, interesse che, ricordano i biografi del coreografo, precede di mondo la 'scoperta' delle culture orientali in Occidente.
Nel 1970 creò la scuola Mudra, a Bruxelles, e poi nel 1977 a Dakar, e l'école-atelier Rudra a Losanna nel 1992. Il passaggio dal Ballet du XXe siecle al Béjart Ballet Lausanne (1987) avvenne senza discontinuità. Nel 1992, Béjart decise di ridurre la sua compagnia ad una trentina di ballerini per "ritrovare l'essenza dell'interprete". Tra i numerosi balletti creati per questa compagnia, il Ring um den Ring, Le Mandarin merveilleux, King Lear-Prospero, A' propos de Sheherazade, Le Presbytere...!, Mutationx, La Route de la soie, Le Manteau, Enfant-roi, La Lumiere des eaux, Lumiere.
Anche regista di teatro (La Reine verte, Casta Diva, Cinq No modernes, A-6-Roc), di opere (Salomé, La Traviata e Don Giovanni), realizzatore di film (Bhakti, Paradoxe sur le comedien ), Maurice Béjart ha pubblicato diversi libri (romanzi, ricordi, diari, pezzi di teatro).
Dal 1994, Maurice Béjart era membro libero dell'Accademia delle Belle Arti dell'Istituto di Francia, primo esponente del mondo della danza a farne parte.
Un riconoscimento sicuramente dovuto a un artista che, ricorda il critico Alberto Testa, è "da stimare e da ammirare per aver reso popolare il balletto, ma il grande balletto, quello su base classica accademica, l'unica tecnica che aveva avuto modo di conoscere e che elaborò, trasformò per i suoi balletti".
guarda
Postato Giovedi 22 Novembre 2007 - 16:02 (letto 69 volte)
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